Caterina da Bologna, Anche l’Immagine può essere tentazione

… Vedendo il maligno Diavolo che però essa non
perdeva la speranza in Dio, pensossi di ritrovare un più sottile
inganno; onde una mattina, essendo entrata nella Chiesa per
orare, subito esso le apparve in forma di Gesù Cristo Crocifisso
stando in modo in croce con le braccia aperte, alquanto sospeso
innanzi a lei, in una maniera amichevole e benigna; e quasi in
atto di volerla riprendere le parlò dicendo: « Ladra, tu m’hai ru-
bato; dammi quello che tu m’hai tolto. » Essa credendo pure
che fosse Gesù Cristo, con grande riverenza e timore, che a lei
parea si saria volentieri fitta col corpo in terra, tanto sembravate
essere sottomessa nella mente, rispose dicendo: « Signor mio,
che è questo che mi dite? Imperocché io non ho alcuna cosa,
anzi poverissima e annichilita nel vostro cospetto, sono in questo
mondo sottoposta ad altri, sicché non ho alcuna cosa che sia. »
Ed esso rispose dicendo : « Io voglio che sappi come non sei
così povera come tu dici, e che hai alcuna cosa; imperocché io
ti feci alla mia immagine e similitudine, dandoti la memoria, |
l’intelletto, e la volontà, e avendo tu fatto voto di ubbidienza me
lo hai reso, ed ora tu me lo togli; finché ti mostro come sei la-
dra. » Ella comprendendo che questo diceva per li pensieri di
infedeltà, che aveva avuto nel cuore contro la sua Abbadessa,
come detto è di sopra, rispose dicendo : « Signor mio, come
debbo io fare, perché non ho il cuore in mia libertà, ne possa
tenere li pensieri che non mi vengono?» Ed egli rispose dicen-
do : « Fa come io ti dirò : piglia la tua volontà, memoria e intel-
letto, e fa che non l’adoperi in niuna cosa oltre il volere della
tua Maggiore. » Ella pur disse: « Come debbo fare questo, che
non posso tenere l’intelletto che non discerna, e la memoria che
non si ricordi? » « Metti la tua volontà nella sua, e fa ragione
che la sua sia tua, ne volere esercitare la memoria, e l’intelletto
in niuna cosa diversa. » Ed essa pur diceva non poterlo fare,
sentendo non avere il cuore in sua libertà. Ma egli disse : « Fa
come ti dirò: dormi, veglia e riposati. » Ella rispose: « Signore,
non intendo quello che vogliate dire. » Ed egli disse : « Intendi
per lo dormire, che tu non t’impacci nelle cose presenti di questo
mondo; e pel vegliare intendi che debbi nondimeno essere sol-
lecita a dover ubbidire; e pel riposare intendi che sempre in ogni
tua operazione tenga la mente tua in continua meditazione della
mia passione. » Detto questo, e molte altre cose a confortazione
dell’ubbidienza, disparve.

Le armi necessarie alla battaglia spirituale, Bologna 1786, cit, in E. Zolla, I mistici, 823 s

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Published in: on 29 maggio 2010 at 18:06  Lascia un commento  

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